Il racconto di una “dolce attesa”

Il racconto di una “dolce attesa”

Intervista al pittore Luca de Martino

“Io e Giovanni siamo amici di vecchia data nonché grandi appassionati di pittura. Lui viene spesso alle mie mostre ed è proprio in una di queste occasioni che è rimasto affascinato da un mio quadro.”


E con queste parole che Luca de Martino, grande artista e pittore di Castellammare di Stabia ha intrapreso un racconto tra le sue opere, il contributo alla realizzazione dei gioielli religiosi Abbracci d’Amore e la sua filosofia artistica.
Il quadro in questione, da cui Giovanni D’Orsi ha tratto ispirazione per la realizzazione dei suoi gioielli, si intitola “La dolce attesa”. Un olio su tela 40x50 cm raffigurante l’immagine di una donna stilizzata (moglie dell’autore dell’opera), che con amore porta in grembo il suo piccolo. Lo stesso grembo che viene baciato e sorretto dal pittore, raffigurato in basso anch’egli in versione stilizzata.
Un disegno apparentemente semplice, ma che nella sua semplicità nasconde la sua vera essenza. Basta uno sguardo per comprenderne appieno il significato e risvegliare le molteplici emozioni che i soggetti di questa dolce famiglia sono in grado di evocare. Amore, affetto, gioia e attesa sono i sentimenti primari che traspaiono dalle linee sinuose e dai colori armonici impressi su questa tela. Un disegno stilizzato che rappresenta pienamente il concetto di famiglia, lo stesso che Giovanni D’Orsi ha voluto riproporre nei suoi gioielli artigianali.


Ispirato da questo quadro, chiese aiuto all’amico pittore per un’opera che raffigurasse la sua famiglia. Un’idea inizialmente destinata a essere incisa su una vetrata del suo appartamento, ma che ben presto divenne parte di un progetto più grande e ambizioso.  “Così mi portò uno schizzo dove c’era questa donna rappresentata con le braccia unite, al di sopra di un cerchio. E al centro posizionato un sole, simbolo del padre che da la vita. Oltre il sole altri cerchi concentrici all’interno dei quali le stelle rappresentavano i suoi figli” prosegue De Martino.

La trasfigurazione del sacro nei gioielli Abbracci d’Amore

L’idea secondo l’artista era quella di rappresentare il microcosmo (espressione della famiglia) come metafora del macrocosmo (ovvero l’universo). La donna che è la madre terra accoglie dentro di sé il seme che è anche il sole che da vita. La trasfigurazione di un concetto più grande che è quello di includere e sentirsi incluso, essere dentro ma anche essere fuori. Il sole può essere metaforicamente associato al seme che va nella donna e che genera le stelle, ovvero i figli.
“Noi dovevamo dare idea della sacralità della famiglia. Il divino è difficile da concepire allora abbiamo giocato su questo rapporto tra famiglia, che è il nucleo più piccolo della società, con qualcosa di molto più grande come l’universo.  La fusione di due concetti così distanti può inizialmente apparire bizzarra ma in realtà rende bene il concetto di sacro”.


La fusione del microcosmo con il macrocosmo permetteva di rendere tangibile un concetto così complesso come il divino. Partendo dalla terra si va verso il sole e poi ci sono le stelle, la cosa più preziosa del firmamento. Anche il sole è una stella che genera a sua volta altre stelle, che potrebbero nel tempo diventare più grandi e importanti del sole stesso. Vediamo allora che nei gioielli religiosi di Giovanni è raffigurata questa figura femminile la madre, che abbraccia tutto e genera la vita racchiusa tra le sue braccia. Il seme che è il sole che sta al centro è la fonte di vita (trasfigurata poi nella figura del padre).

Il quadro che ha ispirato Giovanni D’Orsi

“La dolce attesa”, il quadro che ha condotto al soggetto di Abbracci D’Amore è un quadro molto romantico e poetico, che per certi versi richiama le opere di Chagall al quale l’artista ci confessa di essersi ispirato. La stessa ispirazione avuta da Giovanni osservando il quadro del suo amico pittore che, con amichevole concessione, lo ha aiutato a realizzare lo schema iniziale del progetto e ad arricchirlo di alcuni elementi determinanti. Oltre al concetto di famiglia, il disegno realizzato per i suoi gioielli è espressione di fede in termine di sacralità.


“Nella famiglia c’è l’essenza dell’unione di tutto: l’amore materno, l’amore paterno, l’amore dei coniugi. L’amore che genera vita. Uno fonde tutto nell’amore, Dio è amore e rappresentazione della vita. Non c’è nulla più sacro della famiglia. “ […] “Il sacro è qualcosa di difficile da spiegare. Un concetto troppo complesso che tuttavia si può manifestare in qualcosa di tangibile come un gioiello, un quadro, una poesia. La stessa spiritualità può essere spiegata in una canzone, un disegno, un simbolo. Basta poco, anche uno sguardo a volte per  ricreare qualcosa di magico, di sacro. Come ad esempio lo sguardo di una persona che sta male, ma che con il suo sorriso è capace di generare emozioni. Anche un gioiello può dunque essere espressione del sacro se ci sono dei segni che vogliono esprimere qualcosa. “


De Martino sa bene che l’idea di realizzare il progetto Abbracci D’Amore nasce dalla volontà di Giovanni di comunicare il suo sentimento, la sua fede con la speranza che possa essere condivisa da altre persone che regalando un gioiello contribuiscano a comunicare il suo pensiero. Un pensiero che può essere interpretato in maniera soggettiva da chiunque ed essere letto in mille chiavi diverse. La cosa importante è che capire cos’è che ha spinto Giovanni a volere questo gioiello con tutte le sue forze e a volerlo creare:


“Chiunque abbia qualcosa da trasmettere deve trovare il giusto veicolo per farlo. Perché l’arte è proprio questo: comunicazione di un’idea, di un concetto. Quella capacità di riuscire a trasmettere un messaggio, che non è assolutamente cosa semplice!”